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Home / marketing  / Il marketing è un’opinione, vi dico la mia

Se la matematica non è un’opinione, il marketing invece lo è, e c’è anche da divertirsi.
Prima di arrivare a scrivere il Marketing del Benessere mi sono fatta anche io un’opinione.
Pensateci, ci sono persone che lo considerano fonte di ricchezza, altri una diavoleria efficace solo per imbrogliare il consumatore.
C’è chi lo propone con uno strumento per far cambiare gusti, abitudini e bisogni con meccanismi di persuasione (quindi con l’arte del convincere) e chi ha invece messo in pratica una manipolazione di massa. Ognuno può scegliere come usarlo, se comprenderlo o subirlo, ma nessuno potrà evitarlo. Dall’azienda alle persone, è nella vita quotidiana,  guardatevi e riconoscete la vostra parte markettara. Quando volete ottenere qualcosa da qualcuno a da voi stessi, non fate nessuna strategia, o non ne siete consapevoli?

Il marketing è cambiamento, questo è un dato incontrovertibile, da un lato riflette il cambiamento di una società, dall’altro può generare esso stesso il cambiamento (in meglio o in peggio). 

Porta le persone a preferire un colore, piuttosto che un altro.

Non importa che sia web- neuro- experential o altre sue declinazioni, il marketing resta sempre ciò che porta a farci credere anche in ciò che non esiste, ci fa indebitare per quello che desideriamo anche se non essenziale, ci può fare del male oppure insegnarci a stare bene.
Dopo anni di osservazione, di riflessioni, di consapevolezza dei miei stessi cambiamenti, degli acquisti che facevo, grazie alle consulenze, alle imprese che ho conosciuto, allo studio e alla ricerca vi dico – con la leggerezza necessaria – che il marketing è di fatto un’opinione. Sta a voi sentire quale opinione vi risuona. E poi agire di tattiche.
A proposito di leggerezza, ecco un’altra cosa di cui abbiamo tutti bisogno. E se mi inventassi la leggerezza legale per tutti voi diventerei ricca, ma che dico, ricchissima. Abbiamo bisogno di prodotti e servizi che portino un cambiamento verso una condizione di vita migliore, sana, leggera.
E invece ho deciso di parlare di marketing del benessere, a parer mio il marketing del cambiamento per eccellenza, e ne ho dato una definizione, che sotto vi riporto. Spero sia chiaro che il marketing non può essere  “ti faccio entrare 10 clienti in 7 secondi”, quella non è nemmeno matematica è fantascienza ! Il marketing analitico e il web marketing può farvi entrare nelle “case” di chi volete, nel periodo che desiderate. E poi?

Io mi occupo di marketing del benessere “un processo etico, consapevole, relazionale, concreto, narrativo ed educativo diretto a soddisfare l’esigenza di cambiamento verso una vita migliore attraverso la creazione e lo scambio del valore di prodotti e servizi idonei a tale scopo, realizzando profitto e sinergie”.

Il marketing del benessere, non esclude analisi e nemmeno web ma oltre a basarsi su importanti valori, ha diverse condizioni per la sua stessa esistenza: 
  • aziende della wellness economy che vogliono generare un miglioramento della loro società (non solo del bilancio),
  • la consapevolezza che la maggioranza degli individui di questo pianeta, almeno od oggi, sono intossicati, da quello che mangiano, che respirano, dalle relazioni, dal lavoro, dai pensieri e dallo stress,
  • il bisogno da soddisfare: il miglioramento di benessere e salute, attraverso scelte e comportamenti relativi alle varie dimensioni di benessere.
  • sapere quindi che il benessere ha bisogno di realizzarsi in 5 principali livelli (fisico, mentale, relazionale, ambientale e spirituale) nella vita delle persone e che devono essere in equilibrio per vivere in salute.

Il  benessere può essere prodotto e introdotto nella vita delle persone attraverso ben 11 settori (fonte Global Wellness Institute) che oggi erogano beni e servizi. Il marketing del benessere guarda proprio a questi settori (11 sono tanti ), e punta a generare una nuova economia (e prosperità) basata sul benessere.

Ma scusate, chi la fa l’economia? In realtà l’economia (la cd. corretta gestione della casa, il vantaggio che le attività di scambio commerciale, di produzione e  profitto dovrebbero portare ad un paese e ai suoi abitanti)  la fa il mercato e il  mercato lo fanno le persone. ( Quante aziende potrebbero sopravvivere senza clienti?)

Allora, sempre riflettendo insieme a voi, chi può fare la cultura delle persone e le loro scelte di acquisto? Le aziende ne posso fare molta, lo hanno già fatto.

Anche un bambino quindi capirebbe che se si innesca un circuito virtuoso di cultura e promozione del benessere (non di mera vendita di benessere, cosa che è avvenuta già) per opera delle imprese, potrà accadere che un nuovo mercato prenderà forma e che detterà esso alcune importanti regole. Chi non le osserverà resterà fuori dal mercato. Così si chiuderebbe il cerchio nella mia visione.

Questo mi ha portato a fare un’altra semplice considerazione: la nostra condizione di benessere o malessere dipende anche proposte che abbiamo ricevuto e accettato.  L’incontro fra domanda e offerta e può determinare il male oppure il bene.

Allora scegliete tutte le tecniche pubblicitarie e le tattiche  che volete, ma prima di tutto fatevi la vostra opinione sul marketing e della sua relazione con l’economia del benessere.

Se volete approfondire su Il Marketing del Benessere cliccate qui https://sinergieperilbenessere.com/il-marketing-del-benessere/ 

 

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